8 Agosto 2019

2019 / La Scuola d’estate

Dal 15 luglio ha aperto la Scuola d’estate al Centro Teatrale Santacristina.

La scelta artistica per il 2019 ha mostrato come l’eredità di Luca Ronconi continui a trovare nuove declinazioni, sia sul versante della formazione, sia su quello della riflessione critica. Le figure di riferimento di questa edizione saranno Massimo Popolizio e Carmelo Rifici.

Popolizio ha guidato un gruppo di allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico in un percorso tra teatro, letteratura e scienza, a partire dai racconti de Il sistema periodico  di Primo Levi. Carmelo Rifici, direttore artistico di LuganoInScena e a lungo assistente di Ronconi, ha scelto il Centro Teatrale Santacristina per la creazione dei nuovi spettacoli che andranno in scena al LAC di Lugano nella stagione 2019-2020: Macbeth, le cose nascoste da William Shakespeare per la sua regia e Lo Zoo di vetro di Tennessee Williams per la regia di Leonardo Lidi.

Quest’anno di centrale importanza sono state le due giornate di incontri, il 22 e il 23 luglio, dal titolo Il filo del presente: il teatro tra memoria e realtà, a cura di Giovanni Agosti e Oliviero Ponte di Pino, che, riprendendo la fortunata formula adottata nelle precedenti edizioni, hanno offerto un’occasione di confronto e analisi attraverso la testimonianza di artisti e approfondimenti storici e critici.

Le parole chiave attorno alle quali hanno ruotato le riflessioni sono state due: memoria, a cominciare proprio dall’archivio di Ronconi tramite il quale è stato possibile arrivare alla pubblicazione di Luca Ronconi Prove di autobiografia a cura di Giovanni Agosti (Feltrinelli, 2019). La riflessione sulla memoria ci porta a discutere sul valore e l’importanza degli archivi dello spettacolo dal vivo come strumento per riappropriarsi delle proprie radici e utilizzarle per la costruzione di un nuovo futuro, ma anche sulla riproducibilità degli spettacoli.

La seconda parola chiave è realtà, ovvero le diverse articolazioni che sta assumendo oggi il rapporto tra la scena e il reale: una relazione che Ronconi ha esplorato con intuizioni geniali e anticipatrici.

Gli incontri si sono svolti a Santacristina, dove diversi relatori, tra registi, drammaturghi, attori, studiosi e responsabili di alcuni importanti archivi in Italia e in Europa si sono confrontati in vere e proprie tavole rotonde interrogandosi sulle modalità più efficaci per rendere un archivio vivo e sul teatro contemporaneo che parte dallo studio della realtà per divenire altro.

Il 22 luglio, a dare il via a e ad introdurre queste due giornate sono stati Agosti, Ponte di Pino e Roberta Carlotto, la direttrice del Centro, che hanno lasciato poi la parola ai relatori per discutere sull’esperienza degli archivi italiani, teatrali e non solo, e sul valore che ha mantenere viva e attuale la memoria che essi custodiscono. Rossella Santolamazza ha illustrato il suo lavoro sull’Archivio Ronconi; Anna Pyeron del Teatro Stabile di Torino, quello per l’archivio di una grande istituzione teatrale italiana; Maria Ida Biggi ha analizzato il rapporto tra archivio e ricerca presso la Fondazione Giorgio Cini; mentre Annalisa Cavazzuti, responsabile degli Archivi Storici Mondadori, ha approfondito il dialogo tra archivi teatrali e archivi di scrittori ed editoriali. Ha concluso Sabrina Mingarelli (Direzione Generale Archivi), concentrandosi sul valore degli Archivi di Stato italiani per il mondo dello spettacolo.

Nel secondo tavolo si è discusso di tre possibili modelli, molto diversi tra loro, di archivi teatrali: una teatroteca universitaria, che è anche centro di incontri (con Emmanuel Barbeau della Téâtrothèque Gaston Baty dell’Università La Sorbona); l’archivio di una compagnia come l’Odin Teatret, da sempre attenta alla documentazione e alla formazione; e l’archivio di un agente come Andres Neumann, che permette di affrontare anche aspetti economico-contrattuali della ricerca storica e di iniziare a riflettere sul concetto di repertorio e di re-enactment.

Sono seguiti gli interventi di Mario Martone (con il caso di Tango Glaciale 1982-2019) e Margherita Palli (con i riallestimenti delle opere liriche di Luca Ronconi), i quali hanno affrontato una riflessione sul valore e il significato della ripresa di uno spettacolo nel tempo. A conclusione della prima giornata Stefano Boeri ha parlato dello spazio teatrale, presentando l’intervista inedita di Luca Ronconi, Ronconi e la piazza Maggiore di Bologna.

La giornata del 23 luglio è stata invece incentrata sulla drammaturgia contemporanea e il corrispettivo rapporto tra realtà e teatro.

Si è iniziato affrontando alcune esperienze che partono da ricerche di tipo sociologico per arrivare a interessanti processi di scrittura drammaturgica con protagonisti della scena internazionale come Andrew Bovell, autore del romanzo When The Rain Stops Falling, e Lisa Ferlazzo Natoli che ne ha ricavato una fortunata trasposizione teatrale; Gerard Watkins, pluripremiato autore francese, e Elena Serra regista del suo Scene di violenza coniugale andato in scena in scena al Teatro di Roma insieme a Non mi ricordo più tanto bene, di cui l’autore ha curato anche la regia; Fausto Cabra ideatore di una riuscita versione teatrale de La Storia di Elsa Morante.

E’ seguita un’altra tavola rotonda concentrata più sul dispositivo e sugli strumenti utilizzati per trasferire e tradurre in scena il testo, a cominciare dall’uso di attori non professionisti e dall’invasione di spazi non teatrali. Interessante l’esperienza di Rimini Protokoll a cui si ispira anche Nicola Borghesi di Kepler 452, le operazioni di Daria Deflorian, di Paola Manfredi del Teatro Periferico e Erica Magris, autrice di Théâtres documentaires, e di Peter Exacoustos che parlerà di Vigilia, un grandioso progetto incompiuto di Ronconi inventato per gli immensi spazi dell’Ansaldo di Milano, toccando anche il coinvolgimento di cittadini e associazioni (Claudio Longhi).

La parola è passata poi a tre registi: Massimo Popolizio, Carmelo Rifici e Jacopo Gassmann per indagare un altro punto di vista, quello di chi continua a lavorare sui testi, sulla drammaturgia e con gli attori.

Infine, Goffredo Fofi ha allargato lo sguardo, da una prospettiva teatrale ad altre discipline, concentrandosi sull’esperienza di spettatore.

Le attività 2019 del Centro Teatrale Santacristina sono realizzate con il sostegno di MIBAC e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e il contributo dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio d’Amico e del LAC di Lugano.

Docente (Laboratorio Il sistema periodico): Massimo Popolizio
Assistente: Giacomo Bisordi
 
Drammaturgia: Angela Demattè
Dramaturg: Simona Gonella
Assistente alla regia: Ugo Fiore
 
Assistente alla regia: Alessandro Businaro